“Guys, pick a lady and join the dance. If she is ugly, don’t care. After 8 bars, you’ll get another one!”
by Daria
Oltre alle lezioni solitarie di scacchi nello scantinato, un’altra attività che va per la maggiore all’Arci Bellezza sono le danze popolari e tradizionali, e cio’ si svolge in un grande salone con un palco tipo teatro, adiacente al bar.Una sera eravamo li’, al bar, e chiediamo a uno dei gestori: “cosa si fa in quella sala?” lui dice: “lezione di danze popolari. Quando finisce, alle dieci, ci sara’ poi LA DISCOTECA, cioe’ ballo libero. Andate, partecipate!”
La discoteca? In che senso?
Alle dieci in punto bussiamo alla porta, mettiamo la testa dentro ed entriamo. Vicino al palco c’e’ un distinto signore sulla sessantina, simpatico e in jeans, che porta degli occhiali da lettura sulla punta del naso, e con l’aiuto di questi ultimi sceglie attentamente dei cd impilati sul pavimento di legno per suonarli in uno stereo anni ’80 poggiato sulla sedia. Ci guarda, ci sorride e dice: MA CIAAAAAAO RAGAZZE!
Nel salone ci sono una trentina di persone di un’eta’ varia che va dai trenta ai cinquant’anni, anche se come energia sembrano dimostrarne tutti ventidue. Sono tutti vestiti comodamente e rilassatamente in tuta, con magliette fruit of the loom sudatissime, sandali tedeschi e calzini bianchi di spugna, e ballano ballano ballano ballano ballano come dei forsennati. Non ci sono scarpe da danza, non c’e’ un atteggiamento esibizionistico, non c’e’ malizia nè corteggiamento, c’e’ solo e unicamente una voglia matta di ballare, mi pare. Sembrano simpaticissimi e sono molto ammirevoli nel loro entusiasmo. Ricordo di aver pensato: qui cattive persone non ce ne stanno.
Ma cosa ballano? All’inizio non l’abbiamo capito. Piu’ che altro erano danze di gruppo con musica che sembrava piuttosto antica, le quali erano annunciate dal dj con nomi incomprensibili francesi dal suono medievale ed accolte con grandi feste e urla di giubilo. Alcuni di questi balli sembravano piuttosto faticosi perche’ prevedevano saltelli, alcuni sembravano molto intricati e intrecciati, e altri ancora avevano l’aria piu’ semplice e giocosa. Comunque, si susseguivano uno dietro l’altro senza interruzione e i danzatori senza colpo ferire passavano con nonchalance e allegria da una musica all’altra, da un saltello all’altro.
Sembrava quasi un rito tribale, consumato in un contesto scongelato direttamente da un circolo sessantottino dedicato al recupero delle tradizioni locali.
Per un po’ di tempo, a parte il dj, non siamo state notate da nessuno, essendo ovviamente tutti troppo impegnati a girare e saltellare e attorcigliarsi a mo’ di serpentone. Ma in un BREVISSIMO intervallo tra una musica e l’altra qualcuno con l’occhio di falco ci adocchia e dice: ”VOI! QUI! A BALLARE! ” “ma noi veramente non sappiam…” ”NOOOOOO!!Venitevenitevenitevenite!!”
Segue una mezz’ora di delirio in cui siamo buttate in mezzo a questo cerchio umano e cercano di insegnarci passi e ci fanno scivolare sotto braccia a cerchio e ci giriamo e ci inchiniamo e saltelliamo. A posteriori, poi, ho messo assieme le informazioni che mi sussurravano col fiatone e la voce delirante del dj in sottofondo e ho capito di aver ballato due antiche danze francesi chiamate Cercle Circassien e Chapelloise. Quest’ultima era molto divertente e allegra, e prevedeva dei passi avanti e indietro e poi delle figure alternate al termine delle quali la donna cambiava cavaliere, e poi ancora e ancora e ancora. Credo di non avere mai toccato tante mani sudaticce una dopo l’altra, infatti la speranza istintiva era che la mano dopo sarebbe stata meno sudaticcia di quella di prima. Che poi questo concetto che mi volteggiava in testa e’, appunto, piu’ o meno la versione femminile delle parole di una Chapelloise scozzese, che secondo wikipedia recitano: “Guys, pick a lady and join the dance. If she is ugly, don’t care. After 8 bars, you’ll get another one“. (“cavalieri, prendete una dama e unitevi alla danza. Se è brutta, non fa niente: dopo otto battute, ne prenderete un’altra!”)
Dopo un po’ (molto poco) ci sembrava di avere fatto la maratona di New York, quindi siamo tornate zoppicando al nostro tavolino accanto al palco e al dj. I ballerini in sandali e calzini ci hanno salutate con grande giubilo urlandoci esaltati: “TORNATETORNATETORNATE!!!!!!!!” e poi si sono girati e hanno continuato a ballare ballare e ancora ballare.
Abbiamo continuato a guardarli per un po’ a bocca aperta e ammirate, e poi siamo andate via. Pero’ conservo il ricordo di quella serata e dei suoi partecipanti con enorme simpatia e quasi con affetto, come se fossero miei parenti e amici. E per me che ho passato anni a studiare e praticare danza (orientale) con molto amore e passione, e’ bellissimo trovare persone che intendono il ballo esattamente come lo intendo io: una libera, corale, giocosa e catartica RISATA.
Vi assicuro, non e’ facile.
(www.arcibellezza.it via Bellezza,16 A tel. 02-58319492)




sarebbe stato bello esserci