Denuncia di discriminazione nudista in Corso Venezia 47
by Daria
Assessore Boeri, io direi di dare un attimo un taglio alle polemiche su dove piazzare il Quarto Stato e lasciare li’ per il momento le discussioni relative tra le varie parti (sta bene li’ dove sta, no non sta bene, si’ ma il riflesso da’ fastidio agli occhi, eh ma la posizione e’ sacrificata, che vuol dire messo li’ lateralmente, etc etc.).
Non dico che non se ne debba discutere, per carita’. Ma parlando di spostamenti di opere d’arte, oggi sono venuta a conoscenza di una storia che secondo me, per una serie di motivazioni, meriterebbe come dire, una certa priorita’.
Al numero 47 di Corso Venezia c’e’ un bellissimo palazzo Liberty che tutti conosciamo, Palazzo Castiglioni. Apprendo che il suo originale proprietario, il signor Castiglioni appunto, voleva distinguersi per originalita’ e magnificenza rispetto agli altri palazzi del quartiere, e incarico’ quindi l’architetto Giuseppe Sommaruga di prendersi cura di tutto.
Il Sommaruga non solo gli fece venir fuori uno dei piu’ belli e innovativi edifici del liberty italiano, ma sul davanti, a sostenere scenograficamente la facciata, gli piazzo’ due allegoriche statue di donne seminude -opera dello scultore Ernesto Bazzaro- a simboleggiare la pace e l’operosita’. Ma apriti cielo: quando il palazzo fu inaugurato, nel 1903, alla vista delle sinuose curve femminili, li’ in corso Venezia 47, si sollevo’ un polverone di perbenismo benpensante milanese. Le statue furono giudicate “troppo procaci” (!!), il popolo comincio’ a far battutine ironiche e a chiamare il palazzo “Ca’ di Ciapp” e insomma, tanto si fece che le due simpatiche culone dovettero essere rimosse dalla vista troppo pubblica di Corso Venezia e furono piazzate su un ingresso laterale di un palazzo di via Buonarroti, dove adesso c’e’ la Clinica Columbus.Tutt’ora possono quindi essere ammirate li’: mi raccomando, vestiti in incognito e con un atteggiamento defilato e discreto, non sia mai doveste essere colti in flagrante e chiamati porcelloni a gran voce!
Sul davanti del palazzo Castiglioni, al loro posto, vennero messe delle imprecisate e anonime decorazioni floreali: inutile dire che la forza espressiva della facciata venne a perdere quasi tutto il suo vigore artistico, ma in compenso le malelingue furono messe a tacere.
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Nulla da dire, invece, ebbe il popolo contro la statua piu’ famosa di Bazzaro, sempre a Milano, che sarebbe il monumento a Felice Cavallotti. Si trova in via Senato, e lo vedo ogni giorno andando al lavoro. Neanche a dirlo, anche il signor Cavallotti e’ nudo.
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E la statua di Napoleone nel cortile di Brera?
Toh, anche lui e’ nudo. Anzi, ben piu’ delle due signorine di corso Venezia, un bel po’ di piu’ direi. Adesso la chiappa di Napoleone va bene e quelle delle signorine no?
Insomma, per favore, rimettete le due “procaci” donzelle al loro posto, dove sono nate, nel luogo a cui appartengono e in cui furono progettate. Io credo che con quello che si vede in televisione e sui giornali al giorno d’oggi, i milanesi -anche quelli perbenissimo- potranno ben sopportare la vista di una statua di Ernesto Bazzaro senza svenire li’ in pieno corso Venezia. Nel caso dovesse capitare, possono sempre distendersi da Vivienne Westwood che e’ li’ a pochi metri, e inalare dei sali tirati fuori dalla borsetta.
Oppure, se proprio non va, togliete anche Napoleone, e togliete Cavallotti da via Senato. Togliete tutti i sederi, sia quelli dei maschietti sia quelli delle femminucce. Perbenisti si’, ma almeno senza discriminazione sessuale per favore!





