* Milano romantica * I lucchetti del naviglio
by Isabella
Qualche anno fa è nata la moda degli innamorati di recarsi sul Ponte Milvio a Roma e attaccare PER SEMPRE un lucchetto in segno del loro amore. Addirittura i giornalisti del tg1, grande telegiornale con inchieste e reportage di livello, avevano intervistato i ferramenta della zona che sconvolti annunciavano di aver finito tutti lucchetti!
Gli innamorati romani ne avranno attaccati centinaia e centinaia al “lampione dell’amore”, finché persino lui ha ceduto all’amore e ad un certo punto è caduto ai piedi di un passante. Sono venuti i carabinieri a verificare il livello di innamoramento. Poi questa moda è salita più a nord ed è arrivata a Firenze sul Ponte Vecchio. Ma lì si è fermata. more »
Lo Gnomo
by Daria
Con un po’ di senso di colpa, venerdi’ sera verso le otto mi avviavo con un’amica lungo via Caminadella, diretta al Teatrocinema Gnomo. Il senso di colpa era dovuto al fatto che in questo piccolo e “mitico” cinema d’elite di cui sapevo molto perche’ da tempo ne ammiravo la programmazione, dal 2003 (anno della sua apertura) non ci avevo mai messo piede. more »
: * Daria * * Isabella * * milanesi * Intervista karaoke Murphy’s pub Musica
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* Milanesi * Ettore: dj di karaoke e collezionista di giacche.
Ettore è il dj del karaoke del martedì al Murphy’s di via Savona. Siccome è al Murphy’s che è nata l’idea di Onalim, ci sembrava giusto fare a lui la nostra prima intervista. Ettore è il più bravo dj di karaoke che noi abbiamo mai conosciuto perchè non solo sa cantare ma sa anche ballare. Ettore è professionale e non ha manie di protagonismo, infatti apre sempre lui il karaoke ma poi si fa da parte e lascia spazio agli altri.
Pinocchio e Milano
by Daria
Mi piace molto quello che Italo Calvino scrisse a proposito della favola di Pinocchio, in occasione del suo centenario, nel 1981: “Ogni apparizione si presenta in questo libro con una forza visiva tale da non poter essere piu’ dimenticata“. Anche io penso che questo sia il punto di forza, e la cosa piu’ bella, di questo grande capolavoro.
Pinocchio e’ sicuramente, innanzitutto, una favola pedagogica che ci insegna la superiorita’ del bene rispetto al male e che bisogna imparare a sfuggire ai pericoli e alle brutte tentazioni che albergano numerose dentro e fuori di noi. Ma e’ anche un affascinante racconto, allegorico, onirico e archetipico, di un percorso travagliato di crescita personale, fatto di ribellioni, rinunce, pentimenti, vittorie, compromessi e sconfitte. Uno spaccato di vita interiore a cui ci si puo’ universalmente rapportare. Per questo e’ cosi’ amato: perche’ parla di ognuno di noi, e di ogni momento della nostra vita. Pinocchio durante tutto il libro si trasforma, subisce metamorfosi continue e si muove incessantemente attraverso se stesso, incontrando queste meravigliose figure simboliche che tutti conosciamo, questi archetipi buoni e cattivi attorno ai quali si snoda il suo percorso salvifico verso la catarsi e verso il bene: il Gatto e la Volpe, la Fata turchina, il Grillo parlante, Lucignolo, e naturalmente Geppetto e la sua casa, che sono il centro di tutto. Il simbolo del bene, della mamma, del ventre da cui il nostro burattino nasce e a cui ritorna diverso, migliore, cresciuto. Abbandonando il legno (il simbolo del “grado zero” dell’infanzia inconsapevole e primordiale) e diventando a tutti gli effetti un Uomo. Chissa’ per quanto, pero’, aggiungo: la storia della nostra vita, come quella di Pinocchio, e’ fatta di continue ricerche di noi stessi e di continue, faticose, fughe dal male. La vita e’ praticamente una serie infinita di Pinocchi, uno dopo l’altro, e di trasformazioni continue da legno a carne. Percio’ questo libro va al di la’ della semplice morale bacchettona del “non voglio essere piu’ un burattino cattivo!”. E’ un libro che parla della vita, nel senso piu’ ampio e profondo del termine. Forse sara’ per questo che Collodi, rispondendo alla domanda “perche’ ha scelto di raccontare la storia di un burattino che diventa umano?” rispose: “Davvero l’ho fatto finire cosi’? Non me lo ricordavo“.
Lupi mannari e contadini
by Isabella
Domenica scorsa Karmen ha invitato me, Daria e Dario a casa del suo amico Filippo che aveva organizzato una festa di pomeriggio e noi ci siamo catapultati. Per raggiungere il paese dei balocchi abbiamo preso un ascensore per dieci piani e quando abbiamo messo il piede fuori ci siamo ritrovati in uno scenografico superattico arredato con toni pastello. Dal soggiorno, circondato da tre lati da una vetrata, si vedeva anche la Torre Velasca.
Nel pubblico dell’Infedele
by Daria

Ho scoperto un altro vantaggio di abitare a Milano: no, non e’ che ci si puo’ imbucare alle sfilate di moda o che l’8 dicembre si mangia il panettone originale col mascarpone. Si tratta del fatto che molte trasmissioni televisive si girano qui, e quindi puo’ capitare di fare il pubblico. Sicuramente questo non rappresenta affatto un vantaggio se si parla di brutte e stupide trasmissioni, come di fatto la maggior parte e’. Ma se invece parliamo dell’ Infedele di Gad Lerner, che e’ una delle cose migliori che fanno in televisione secondo me, allora la musica cambia. Quando ho ricevuto l’agognato invito via email ero gia’ in fibrillazione e in ansia da prestazione, come se la trasmissione l’avessi dovuta condurre io e non Gad. Ho messo il vestito della festa, gli stivali nuovi, ho badato a che l’abbinamento dei colori che avevo addosso fosse sgargiante ma non troppo (in televisione bisogna attirare l’attenzione ma non essere un pugno nell’occhio, vero?), insomma mi sono preparata come se dovessi avere un teatralissimo occhio di bue puntato per tutta la durata della trasmissione sopra di me, e io non dovessi essere quello che invece dovevo essere: solo un’anonima sagoma applaudente sullo sfondo. Ma poco importava, alla fine noi che andiamo in televisione lo sappiamo: e’ questa l’emozione che ti provoca la diretta. more »
Il Cimitero Monumentale di Milano e gli illustri nerd
by Isabella

Il 2 novembre, il giorno della commemorazione dei defunti, mi sarebbe piaciuto andare in gita al Cimitero Monumentale e a che sarei stata lì, avrei portato un fiore ad Alda Merini. A Milano ci sono anche altri cimiteri, ma il Cimitero Monumentale è il più Onalim dal momento che ospita tantissimi personaggi milanesi illustri. E il 2 novembre sarebbe stato di certo il giorno più Onalim dell’anno per andarci perchè non avrei incontrato solo i turisti che passeggiavano fra le tombe illustri, ma anche perfetti sconosciuti che andavano a trovare i loro illustri parenti e amici. Ma il 2 novembre non era vacanza e così non ci sono potuta andare. Però che importa? Io al Cimitero Monumentale sono già andata due volte in gita, sia perchè è sempre bello andare a passeggiare fra le statue di Medardo Rosso, Giacomo Manzù, Giò Pomodoro e tanti altri, e anche perchè stare così vicini all’aldilà a volte ti regala un po’ di lucidità per l’aldiquà. more »
* Cose da fare a Milano * Spazio Oberdan.
by Daria

A Milano i fanatici di cinema, del buon cinema, hanno una fonte inesauribile da cui attingere per soddisfare la loro sete, ed e’ la cineteca Spazio Oberdan, a Porta Venezia.
Lo so che e’ un posto piuttosto famoso e gia’ mille volte “scoperto” dalla gente per il suo valore e le cose belle che offre. Lo so che se uno ci pensa cosi’, en passant, magari non e’ il prototipo del posto Onalim per eccellenza. Ma quello che e’ Onalim (che e’ la cosa piu’ importante, poi) e’ la sostanza e l’importanza del “regalo” che offre alla citta’ da tanti anni. E Onalim e’ anche, di conseguenza, l’enorme affetto e dipendenza che ho sviluppato io nei confronti di questo posto.







