Lupi mannari e contadini

by Isabella

Domenica scorsa Karmen ha invitato me, Daria e Dario a casa del suo amico Filippo che aveva organizzato una festa di pomeriggio e noi ci siamo catapultati. Per raggiungere il paese dei balocchi abbiamo preso un ascensore per dieci piani e quando abbiamo messo il piede fuori ci siamo ritrovati in uno scenografico superattico arredato con toni pastello. Dal soggiorno, circondato da tre lati da una vetrata, si vedeva anche la Torre Velasca. 

Karmen indossava una mantella e un cappello Borsalino color cammello e sotto braccio teneva un cestino di vimini pieno di castagne e tutto il necessario per preparare il vin brulè. Non avevo mai infilato i chiodi di garofano dentro la buccia di  un’arancia e così non potevo sapere quale profumo meraviglioso sprigionassero una volta insieme. Così ho vagheggiato di costruire un pesantissimo ciondolo con un’arancia intera trafitta dai chiodi di garofano. Daria e Karmen educatamente annuivano. Una volta finite di infilzare le arance le abbiamo tagliate e messe nella pentola già piena di vino insieme allo zucchero e una bustina di spezie proveniente dall’inghilterra. Poi siamo tornate in soggiorno e abbiamo annunciato “Il vin brulè è pronto!”. La tavola era ricoperta di prelibatezze: una crostata ai mirtilli fatta in casa, il fudge che è un dolce inglese caramelloso, e poi le macadamia nuts che sono un riuscitissimo incrocio fra la più delicata nocciola e un gustoso anacardo. Eravamo più o meno 20 persone e così ci abbiamo messo poco a spazzolare tutto, masticando romanticamente davanti a un tramonto spettacolare. Era tutto perfetto se non avessi sentito la frase agghiacciante “Le donne di solito non hanno molta ironia”. Così ho bevuto di corsa il mio vin brulè, ho guardato oltre la vetrata una Milano abbracciata da una luce rosa e arancione, ho pensato che Berlusconi si era dimesso poche ore prima, e tutto è tornato perfetto.

Poi finalmente abbiamo cominciato un gioco di ruolo veramente intrigante e coinvolgente: lupi e contadini. Lo conoscete? Noi non lo conoscevamo e così Filippo, ci ha fatto sedere e ci ha pazientemente spiegato le regole, e poi da affabile padrone di casa ha rinunciato a giocare e ha fatto il moderatore. Io e Daria inizialmente eravamo sedute di fianco, ma ci hanno diviso subito perchè dicevano che chiacchieravamo. Non mi dividevano da una compagna di giochi dai tempi dell’elementari. 

Allora le regole a grandi linee sono queste: nel gioco ci sono due fazioni quella dei lupi mannari e quella degli umani. Lo scopo dei lupi mannari è di eliminare tutti i contadini, e viceversa. Le identità sono decise casualmente dalla distribuzione di alcune carte che indicano i ruoli, e ci sono: i lupi, i contadini semplici, e i contadini con dei poteri che sono il medium, il veggente, e la guardia del corpo. Questi avendo delle informazioni in più rispetto ai semplici contadini possono aiutare gli altri a scoprire chi sono i lupi. Infine c’è l’outsider ovvero il criceto mannaro, uno che gioca per sè. Durante il gioco i lupi mannari sanno chi sono gli altri lupi, invece i contadini ignari di tutto devono aguzzare l’ingegno per indovinare chi sono i loro carnefici, e devono anche stare molto attenti agli indizi che i medium o i veggenti possono lanciare con nonchalance nella mischia. Il gioco si divide in due fasi: la notte durante la quale tutti tengono gli occhi chiusi e il giorno durante la quale tutti li riaprono. Di notte i lupi mannari aprono gli occhi e decidono quale giocatore sbranare, e di giorno i contadini cercano di scoprire chi è stato. 

Lupi e contadini è un gioco davvero intrigante perchè la strategia e il bluff sono alla base. E se è vero che se vuoi conoscere veramente un amico devi prima giocare con lui a qualcosa, allora io dico che proprio con il gioco lupi e contadini, puoi capire tantissime cose dei tuoi compagni. Ad esempio si vede subito chi rischia di più per aiutare gli altri e chi invece gioca in difesa, chi sa mentire con maestria, e chi pur essendo innocente non sa difendersi e finisce sbranato. E’ un gioco dove metti molto di tuo, la fortuna c’entra ma poco, e ci sono diversi modi di giocare. 

Mentre quasi tutti i sospetti dei miei compagni nascevano da prove concrete o schiaccianti, io mi fissavo su particolari insignificanti nonchè fuorvianti. Ad esempio io ad un certo punto ho detto “Io voto lei perchè quando all’inizio ha preso la carta dei ruoli, ha fatto una faccia strana, come dire…orgogliosa…e una faccia così parla chiaro. Di sicuro non è un contadino semplice, mica uno può essere orgoglioso di essere contadino senza poteri. Certo potrebbe essere anche un medium o un veggente o una guardia del corpo, e mi dispiacerebbe uccidere uno di loro, ma quella faccia non mi ha convinto. Gente meditate” e allora lei puntandomi un dito contro “Ma io sono un contadino, sono innocente. Allora se proprio vogliamo, LEI, quando ha presoin mano la carta ci ha messo troppo tempo a decifrarla” e io “Sì è vero, ma perchè speravo di essere LUPO e invece quello che leggevo sulla carta era un semplice contadino!”. Insomma al ballottaggio, sono stata linciata senza pietà, e alla fine nessuna delle due mentiva, eravamo entrambe contadine semplici. Però me la sono proprio cercata. Non contenta, anche da morta potevo continuare a giocare, e così ho insinuato il dubbio su Filippo dicendo “Durante la notte a occhi chiusi, ho sentito strani movimenti alla mia destra..e chi sta seduto alla mia destra?” FILIPPO!”. Povero Filippo che finalmente, al secondo giro, stava giocando è stato eliminato per colpa mia, e alla fine ho scoperto che anche lui era un semplice contadino. Insomma ho toppato clamorosamente due volte. Ma ho dimostrato di avere carisma! Invece la volta precedente quando ero la VEGGENTE, ero stata più cauta e strategica e avevo avuto molto più intuito, oltre a qualche aiutino. Ma quale immagine di me sarà rimasta più impressa nei miei compagni? 

Quando ero entrata in quella casa, conoscevo solo tre persone, ma alla fine del gioco, mi sembrava di conoscerli tutti da tempo, e avevo anche chiaro in testa chi erano quelli di cui ci si poteva fidare e i cinici manipolatori! Nessun giudizio da parte mia perchè io simpatizzo per entrambi.

Quando sono tornata a casa, mi mancavano tantissimo i miei nuovi compagni di gioco, e allora ho cercato tutti i nomi che mi ricordavo su facebook e ho mandato le varie richieste d’amicizia. E mentre alcuni l’accettavano, mi arrivavano le richieste degli altri. Dopo poco, eravamo tutti di nuovo lì anche se virtualmente a parlare del bellissimo pomeriggio appena trascorso e a organizzare il prossimo incontro. Uno di noi, Stefano, ha persino proposto di fare una settimana bianca insieme, e a me non è affatto sembrato esagerato, in fondo ormai ci conosciamo benissimo.

15 nov 2011, 6:43
by Francesco

reply

Veramente ti ha agghiacciato la frase “Le donne di solito non hanno molta ironia”? A te non risulta? Magari ne parliamo quando ci vediamo…

..si ma intanto apprezzo che tu ti prenda le tue responsabilità.

 

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