Francesco Cirignotta, barbitonsore tricoesteta.
by Isabella
Cercando su Google un barbiere famoso a Milano, ho trovato Francesco Cirignotta, un filosofo che ha messo su di fronte alla Darsena, un piccolo tempio dove il tempo è sospeso. La prima volta che sono andata a trovarlo, sono entrata, mi ha offerto il caffè, e mi ha chiesto di restare mentre lavorava. Ho assistito a 5 tagli di capelli, mi ha presentato tutti i tuoi clienti e a ognuno di loro ha raccontato di Onalim. I suoi clienti erano manager affermati, ma anche ragazzi e ragazze giovani. Alcuni erano spavaldi e altri molto timidi, alcuni chiacchieroni e altri taciturni. Con ognuno di loro aveva un linguaggio diverso, e ogni volta che entrava un cliente, lì dentro cambiava l’atmosfera. Io sono rimasta, credo, tre ore. Poi venerdì sono ritornata per intervistarlo. more »
* Moda Milano * L’alta moda di Ennji.
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.by Isabella, Viviana e Stella
Milano è prima di ogni cosa la città della moda, e Onalim deve cominciare da qualche parte a parlare di moda. Cominciamo con un’intervista a Ennji, una ragazza coreana proprietaria di due negozi di vestiti in zona Porta Genova: Ennji (femminile) e Garden (maschile). Quando io ed Ennji ci siamo sedute al bar, eravamo sole. Lei indossava un cappottino strepitoso a fantasia floreale verde, rosa pesca, rosa fosforescente e panna, comprato a 5 euro in un mercatino dell’usato. Poco dopo sono arrivate Viviana e sua figlia Stella, e anche diverse amiche coreane di Ennji.
* Cose da fare a Milano * La libreria del mondo offeso.
by Isabella
Se avete un urgente bisogno di parole ma anche di silenzio, so io dove dovete andare. Dovete percorrere corso Garibaldi, superando i locali alla moda che incontrerete, ed entrare in un cortile, dove dal 2008 esiste la silenziosa Libreria del mondo offeso. Qui c’è una regola non scritta, (e ovviamente neanche detta) per cui è meglio non parlare. Qui ci si parla solo con gli occhi. La cosa, lo ammetto, può essere davvero molto intrigante. Ad esempio ci si può nascondere un po’ dietro i libri aperti, come fossero dei ventagli, sbattendo le ciglia, abbassando lo sguardo, e facendosi aiutare dal titolo del libro scelto, per comunicare qualcosa di molto preciso. more »
• • • • • • • • • • • • • • • • Fabrizio Sclavi • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • “Disegnare e scrivere sono la stessa cosa”• • • • • •
Qualche sabato fa passeggiavo in corso Genova quando ho visto in vetrina da Cucchi una torta e il suo ritratto. Mi sono fermata, ho sorriso, e ho letto il nome dell’autore: Fabrizio Sclavi. Dopo un’ora sapevo che quell’illustrazione faceva parte della mostra “Caccia al Tesoro” allestita, in occasione del Salone del Mobile, in vari punti della città. Dopo un’ora e cinque minuti avevo scritto una mail all’artista e gli avevo chiesto di incontrarci. E dopo un’ora e dieci, Fabrizio aveva risposto di si. Questo era proprio un ottimo inizio! Subito dopo però avevo scoperto che Fabrizio prima di essere un disegnatore, è soprattutto un giornalista. Anche molto importante. Così dopo qualche giorno, con un po’ di sana paura, abbiamo suonato alla porta del suo studio. more »
La miniera
by Daria
Oggi propongo una gita pomeridiana fuori porta appena oltre i confini ufficiali di Milano, perche’ come abbiamo sottolineato piu’ volte, Onalim è un concetto anche astratto che non deve essere per forza confinato al cap 20100. more »
I vestiti nuovi dell’imperatore eschimese
Davanti alle vetrine del Self Service dello Scampolo, di via Vigevano, io resto sempre incantata. Io non so cucire, ma che importanza ha? more »
L’insegnamento di Paolo Lattuada: il nostro giardino siamo noi.
by Daria

Quando si viene a contatto con dei posti che tutto sembrano tranne che Onalim, e poi invece scopri che sono dolcissimamente Onalim, il piacere della scoperta e’ ancora maggiore, e forse anche l’affetto istantaneo che si prova. more »
Tashi Delek
by Daria
Quando vivevo a Pechino, una mia amica scopri’, in un vicoletto oscuro di un quartiere anonimo, un importatore mongolo di pashmine, la tradizionale stola di cashmere tipica della tradizione nepalese-tibetana-mongola-cinese. Io, che ero da anni in una fase contestatrice e simil-punk anche nell’abbigliamento, non ero avvezza a toccare tessuti cosi’ pregiati e morbidi: probabilmente e’ stato il mio primo vero contatto con un oggetto “di lusso”. E me ne innamorai. Ne comprai due, una arancione e una viola, e le riportai poi in Europa avvinghiata a loro trionfalmente, trascinandole da un trasloco a un altro e non separandomene quasi mai. Finche’ la mia sbadataggine prevalse, e tra un viaggio in treno e una serata al cinema, le persi tutte e due. Che peccato! more »
* Mangiare a Milano * Delicatessen
by Isabella
A Milano dal 2003 esiste una deliziosa oasi di prelibatezze dell’Alto Adige: Delicatessen. Ma forse non avete mai osato entrare perché avete visto l’omonima commedia francese, post apocalittica, surrealista, noir, seppur a lieto fine, diretta dallo stesso regista del Favoloso mondo di Amélie. La commedia è ambientata in Francia e parla degli abitanti di un condominio diroccato che, istigati da un macellaio un tantino cannibale, affittano camere a giovani disoccupati, per ucciderli e gustare un po’ di succulenta carne. Louison è l’unico inquilino che si salva perché di lui si è innamorato la figlia del macellaio che riesce a trovargli un nascondiglio. Credo per questo che non sia un caso se questo negozietto milanese abbia una vetrina gigante che permette di vedere cosa succede all’interno. more »









