Matteo Terzi in arte Soltanto: un busker italiano.

by Isabella

Matteo Terzi, in arte Soltanto, è un busker, cioè un musicista di strada. Matteo è milanese, ha 26 anni e ama sinceramente Milano. by Isabella



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Onalim: Perché ti chiami Soltanto?

Matteo Terzi: Ho cominciato il percorso da Busker con altro nome, che era Matte SuperTramp in onore a Christopher Mccandless, il ragazzo protagonista di Into the Wild, perché ero partito in giro per l’Europa, con quello spirito, senza soldi. Dopo sei mesi di viaggio, in realtà mi mancava molto casa mia e avevo voglia di costruire qualcosa. Così mi sono reso conto che la vera sfida era essere Soltanto se stessi. Io volevo essere Soltanto un musicista di strada. Prima avevo paura a farlo a Milano dove c’erano i miei amici.

 

Onalim: Quindi prima sei scappato e poi sei tornato.

Matteo Terzi: Si ho cercato la consacrazione all’estero e poi sono tornato. Prima di me non c’era nessuno che suonasse  a Milano per strada, con costanza, e io non avevo dei modelli milanesi. Adesso invece è pieno, perché tantissimi mi hanno chiesto come si fa.

 

Onalim: Da quanti anni suoni a Milano?

Matteo Terzi: Da due anni.

 

Onalim: Ci vogliono i permessi?

Matteo Terzi: Si, si chiede al Comune.

 

Onalim: E’ cambiato qualcosa da quando è cambiata la giunta?

Matteo Terzi: In teoria si, in pratica ancora no. Due settimane fa è stato approvato un regolamento meno restrittivo, ma non è ancora entrato in vigore.

 

Onalim: Cosa cambierà?

Matteo Terzi: Ci saranno più postazioni e si potrà suonare in gruppo.

 

Onalim: Le postazioni le decidono loro?

Matteo Terzi:Si, su una base di studi sull’impatto acustico delle strade.

 

Onalim: Tutti i musicisti che suonano per strada hanno chiesto l’autorizzazione, anche quelli che suonano malissimo il violino o il sassofono?

Matteo Terzi: Io credo di si, perché i controlli ci sono.

 



Onalim:
A New York i musicisti di strada devono superare una selezione.

Matteo Terzi: Questa è una cosa importante. Io sono assolutamente d’accordo con questa cosa, perché lo spazio è di tutti e la musica può piacere o non piacere, ma deve essere di qualità. Io e altri musicisti abbiamo fondato un’associazione degli artisti di strada di Milano, e abbiamo avuto un incontro con il Comune. Anche se questa giunta è un po’ in ritardo, almeno c’è un dialogo che prima non esisteva.

 

Onalim: Alcune città sono belle anche perché ci sono musicisti bravi per strada. I violinisti strazianti di Milano, secondo me non fanno bene a Milano.

Matteo Terzi: Si, ad esempio a Londra la gente va appositamente a Covent Garden per sentire chi suona.

 

Onalim: Che differenza c’è fra il pubblico della strada e il pubblico di un locale?

Matteo Terzi: Il pubblico della strada te lo devi guadagnare. La gente è di passaggio, sta andando da un’altra parte, magari non ha tempo. Il palcoscenico della strada per me è più appagante.



Onalim: Forse è più libero.

Matteo Terzi: Si.

 

Onalim: Il locale fa anche status.

Matteo Terzi: Si. Il bello della strada è che anche se a un certo punto hai tantissime persone in cerchio ad ascoltarti…

 

Onalim: …magari poi chiudi gli occhi e quando li riapri non ci sono più!

Matteo Terzi: Ahaha si.

Onalim: Tu parli durante i tuoi concerti?

Matteo Terzi: No, no io entro in un limbo e resto lì. Io canto canzoni mie o cover che hanno segnato la mia vita. Ogni volta è come una seduta di analisi.

 

Onalim: Non dici “Ciao Milano!”?

Matteo Terzi: No!

 

Onalim: Insomma, tu sei soddisfatto del pubblico milanese, ma in cosa il pubblico è estero è migliore?

Matteo Terzi: Più che il pubblico, io mi sento di criticare i miei colleghi musicisti. Quando ho cominciato a suonare per strada, i miei colleghi mi hanno detto “Vai a fare i barbone?”  invece il pubblico era pronto fin da subito ad accogliermi.

Onalim: Suonare per strada era considerato di serie b?

Matteo Terzi: Credo che più che considerarlo di serie b, i miei colleghi avessero paura di mettersi alla prova, infatti adesso alcuni di loro suonano per strada. Ma a volte la strada lo sente. Comunque per strada non vince il più bravo, vince il più sincero. Hanno fatto un esperimento a Washington, hanno fatto suonare in metropolitana Joshua Bell, un violinista famosissimo, trasformato in musicista da strada e ha incassato solo 32, 17 dollari. E allora hanno concluso “La gente non si accorge delle cose belle che ha in giro” ma secondo me questo dimostra solo quanto in strada vince chi è sincero e non per forza chi è bravo.

Onalim: Stai facendo una raccolta fondi per registrare il tuo album. Perché non hai trovato una casa discografica o è una scelta?

Matteo Terzi: E’ una scelta, qualche interessamento c’è stato. E’ una scelta, e se ci saranno degli utili sul disco io li devolverò a Emergency. Perché il mio lavoro è fare il musicista di strada. L’album sarebbe solo una promozione del mio lavoro.

 

Onalim: Allora perché dici nel video “realizzare un sogno” e non semplicemente “realizzare il mio primo disco”

Matteo Terzi: Non è escluso che dopo questo disco ce ne saranno altri, ma l’obiettivo non è questo. Anni fa le case discografiche non mi consideravano. Per me la realizzazione di un disco è un cerchio che si chiude. E poi per me è bello potere dimostrare agli altri ragazzi, che c’è un’altra strada, oltre ai reality, o al percorso classico.

 

Onalim: Come si fa praticamente ad aiutarti?

Matteo Terzi: C’è questo sito www.musicraiser.com , che è una piattaforma di finanziamento dal basso, e lì c’è il mio progetto. Io ho dato un obiettivo di 8.000 euro, che poi sarebbero 6.800 netti più l’iva. In tre giorni ho raccolto 2.000 euro.

 

Onalim: Ho visto che per ogni tipo di contributo c’è una ricompensa.

Matteo Terzi: Si, per 100 euro faccio un concerto privato, per 300 euro scrivo una canzone personalizzata, per 500 euro un tour on the road con me! Comunque si possono donare anche 2 euro. In America ci sono progetti di Crowdfunding che hanno raccolto anche molto di più di quanto si erano prefissi.

 

Onalim: Se raccogli più di 8.000 euro la raccolta si ferma?

Matteo Terzi: No, 8.000 euro è proprio il minimo che mi serve.

 

Onalim: Il tuo disco si chiamerà “Le chiavi di casa mia”. Le chiavi di casa mia, sono le chiavi di casa di Milano?

Matteo Terzi: Si, via Savona 23. In quella canzone cerco di raccontare una storia d’amore finita molto male in quella casa. Ma cerco di raccontare la fine di quella storia in modo diverso, più positivo.

 

Onalim: Se tu potessi scegliere una strada dove suonare, senza bisogno di chiedere i permessi?

Matteo Terzi: Bella questa domanda! Suonerei a Sant’Ambrogio dove c’è l’arco, dove c’era il Museo della tortura. E poi sul ponte di Porta Genova, senza amplificatore. Sono molto legato a quel ponte.

Onalim: Secondo te è un ponte romantico? Ci sono molti posti romantici a Milano?

Matteo Terzi: Si, ci sono tantissimi posti romantici. Ma la sera. Persino Piazza Affari è romantica la sera.

 

Onalim: Tu sei un personaggio positivo, ottimista, che non si arrabbia mai, che abbraccia tutti, e anche io avrei una certa voglia di abbracciarti. Ma cos’è che ti fa infuriare?

Matteo Terzi: Mi arrabbio quando manca il rispetto. Solo questo.

 

Onalim: Grazie!

Matteo Terzi: Di che?

 

Nei pressi del ponte di Porta Genova, io e Matteo ci salutiamo. Matteo mi abbraccia e io che lo desideravo ma non me l’aspettavo, ci faccio la parte della milanese anaffettiva, restando immobile.

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