27 feb 2012, 3:46
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Igor Mitoraj: Petto a metà.

by Isabella


A Milano a Piazza Del Carmine, nel cuore di Brera, c’è la scultura di Igor Mitoraj “Petto a metà”. Igor Mitoraj è uno scultore polacco ancora vivente, che ama realizzare prevalentemente busti maschili. Il suo stile è fortemente radicato nella tradizione classica, infatti Igor si ispira a personaggi mitologici come Eros, Venere, Icaro, il Centauro, ma con una vena post-moderna. Infatti le sue sculture sono sempre incomplete, frammentate, mutilate. Ad alcune sue statue  però mancano le gambe, ad altre il mento, ad altre manca quasi tutto. more »

* Milanesi * Il Signor Fumagalli.

by Isabella

Sabato scorso io e Daria avevamo appuntamento davanti al Cimitero Monumentale con il Sig. Fumagalli, papà di Marco Fumagalli, che ci aveva promesso una visita guidata insieme a lui. Chi è il Sig. Fumagalli? E’ un uomo che per una vita ha fatto incisioni sulle lapidi e che quindi ha lavorato a stretto contatto con molti artisti, quegli artisti che hanno realizzato molte delle statue presenti al Cimitero Monumentale, che per questo è chiamato il Museo a cielo aperto. Io e Daria eravamo prontissime e solidali come sempre per un altro appuntamento surreale. Eravamo solo un po’ preoccupate perché Fumagalli figlio ci aveva detto “Mio padre parla solo milanese!” more »

Pinocchio e Milano

by Daria

Mi piace molto quello che Italo Calvino scrisse a proposito della favola di Pinocchio, in occasione del suo centenario, nel 1981: “Ogni apparizione si presenta in questo libro con una forza visiva tale da non poter essere piu’ dimenticata“. Anche io penso che questo sia il punto di forza, e la cosa piu’ bella, di questo grande capolavoro.

Pinocchio e’ sicuramente, innanzitutto, una favola pedagogica che ci insegna la superiorita’ del bene rispetto al male e che bisogna imparare a sfuggire ai pericoli e alle brutte tentazioni che albergano numerose dentro e fuori di noi. Ma e’ anche un affascinante racconto, allegorico, onirico e archetipico, di un percorso travagliato di crescita personale, fatto di ribellioni, rinunce, pentimenti, vittorie, compromessi e sconfitte. Uno spaccato di vita interiore a cui ci si puo’ universalmente rapportare. Per questo e’ cosi’ amato: perche’ parla di ognuno di noi, e di ogni momento della nostra vita. Pinocchio durante tutto il libro si trasforma, subisce metamorfosi continue e si muove incessantemente attraverso se stesso, incontrando queste meravigliose figure simboliche che tutti conosciamo, questi archetipi buoni e cattivi attorno ai quali si snoda il suo percorso salvifico verso la catarsi e verso il bene: il Gatto e la Volpe, la Fata turchina, il Grillo parlante, Lucignolo, e naturalmente Geppetto e la sua casa, che sono il centro di tutto. Il simbolo del bene, della mamma, del ventre da cui il nostro burattino nasce e a cui ritorna diverso, migliore, cresciuto. Abbandonando il legno (il simbolo del “grado zero” dell’infanzia inconsapevole e primordiale) e diventando a tutti gli effetti un Uomo. Chissa’ per quanto, pero’, aggiungo: la storia della nostra vita, come quella di Pinocchio, e’ fatta di continue ricerche di noi stessi e di continue, faticose, fughe dal male. La vita e’ praticamente una serie infinita di Pinocchi, uno dopo l’altro, e di trasformazioni continue da legno a carne. Percio’ questo libro va al di la’ della semplice morale bacchettona del “non voglio essere piu’ un burattino cattivo!”. E’ un libro che parla della vita, nel senso piu’ ampio e profondo del termine. Forse sara’ per questo che Collodi, rispondendo alla domanda “perche’ ha scelto di raccontare la storia di un burattino che diventa umano?” rispose: “Davvero l’ho fatto finire cosi’? Non me lo ricordavo“.

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Mercoledi’ 21 non alzero’ il dito medio a Piazza Affari

by Daria

Ieri Isabella mi ha segnalato questa interessante notizia presa direttamente dalla pagina Facebook dell’assessore Boeri. In pratica Boeri invita i cittadini di Milano a ritrovarsi mercoledi’ prossimo a Piazza Affari, sotto la celebre e vituperata scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan che raffigura un’enorme mano con il dito medio alzato e puntato verso l’alto, per decidere se tenerla li’ dove sta da ormai un anno (nel luogo per cui e’ stata concepita dall’artista), oppure se no: spostarla, portarla via, liberarcene insomma. Isabella giustamente suggeriva ridendo: “ma si votera’ per alzata di dito medio? Sarebbe molto Onalim.” more »

* Milanesi * La rivoluzione di Piero Manzoni

by Daria

Il mese scorso sono andata per la prima volta a vedere il fatidico Museo del ’900. Subito dopo la sua apertura, e per mesi dopo, e’ stato impossibile andarci perche’ siccome era gratis, c’erano file chilometriche di inaspettati amanti dell’arte; invece ora che costa 4 euro (ma e’ gratis con tessera ARCI, e gratis per tutti dopo le 18.30) basta, non c’e’ piu’ nessuno.

E’ un peccato (be’, meglio per il visitatore solitario, che se lo guarda in pace) perche’ c’e’ veramente un sacco di roba interessante. A parte il Quarto Stato, che credo sia in procinto di essere tolto da li’ e portato a Palazzo Marino -tra le polemiche- perche’ relegato in una strana posizione laterale, si possono ammirare Modigliani, Picasso, un bel po’ di Morandi, Fontana, Burri..e in una stanza tutta per lui, Piero Manzoni.

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