Igor Mitoraj: Petto a metà.
by Isabella

A Milano a Piazza Del Carmine, nel cuore di Brera, c’è la scultura di Igor Mitoraj “Petto a metà”. Igor Mitoraj è uno scultore polacco ancora vivente, che ama realizzare prevalentemente busti maschili. Il suo stile è fortemente radicato nella tradizione classica, infatti Igor si ispira a personaggi mitologici come Eros, Venere, Icaro, il Centauro, ma con una vena post-moderna. Infatti le sue sculture sono sempre incomplete, frammentate, mutilate. Ad alcune sue statue però mancano le gambe, ad altre il mento, ad altre manca quasi tutto. more »
* Milanesi * Il Signor Fumagalli.
by Isabella
Sabato scorso io e Daria avevamo appuntamento davanti al Cimitero Monumentale con il Sig. Fumagalli, papà di Marco Fumagalli, che ci aveva promesso una visita guidata insieme a lui. Chi è il Sig. Fumagalli? E’ un uomo che per una vita ha fatto incisioni sulle lapidi e che quindi ha lavorato a stretto contatto con molti artisti, quegli artisti che hanno realizzato molte delle statue presenti al Cimitero Monumentale, che per questo è chiamato il Museo a cielo aperto. Io e Daria eravamo prontissime e solidali come sempre per un altro appuntamento surreale. Eravamo solo un po’ preoccupate perché Fumagalli figlio ci aveva detto “Mio padre parla solo milanese!” more »
Pinocchio e Milano
by Daria
Mi piace molto quello che Italo Calvino scrisse a proposito della favola di Pinocchio, in occasione del suo centenario, nel 1981: “Ogni apparizione si presenta in questo libro con una forza visiva tale da non poter essere piu’ dimenticata“. Anche io penso che questo sia il punto di forza, e la cosa piu’ bella, di questo grande capolavoro.
Pinocchio e’ sicuramente, innanzitutto, una favola pedagogica che ci insegna la superiorita’ del bene rispetto al male e che bisogna imparare a sfuggire ai pericoli e alle brutte tentazioni che albergano numerose dentro e fuori di noi. Ma e’ anche un affascinante racconto, allegorico, onirico e archetipico, di un percorso travagliato di crescita personale, fatto di ribellioni, rinunce, pentimenti, vittorie, compromessi e sconfitte. Uno spaccato di vita interiore a cui ci si puo’ universalmente rapportare. Per questo e’ cosi’ amato: perche’ parla di ognuno di noi, e di ogni momento della nostra vita. Pinocchio durante tutto il libro si trasforma, subisce metamorfosi continue e si muove incessantemente attraverso se stesso, incontrando queste meravigliose figure simboliche che tutti conosciamo, questi archetipi buoni e cattivi attorno ai quali si snoda il suo percorso salvifico verso la catarsi e verso il bene: il Gatto e la Volpe, la Fata turchina, il Grillo parlante, Lucignolo, e naturalmente Geppetto e la sua casa, che sono il centro di tutto. Il simbolo del bene, della mamma, del ventre da cui il nostro burattino nasce e a cui ritorna diverso, migliore, cresciuto. Abbandonando il legno (il simbolo del “grado zero” dell’infanzia inconsapevole e primordiale) e diventando a tutti gli effetti un Uomo. Chissa’ per quanto, pero’, aggiungo: la storia della nostra vita, come quella di Pinocchio, e’ fatta di continue ricerche di noi stessi e di continue, faticose, fughe dal male. La vita e’ praticamente una serie infinita di Pinocchi, uno dopo l’altro, e di trasformazioni continue da legno a carne. Percio’ questo libro va al di la’ della semplice morale bacchettona del “non voglio essere piu’ un burattino cattivo!”. E’ un libro che parla della vita, nel senso piu’ ampio e profondo del termine. Forse sara’ per questo che Collodi, rispondendo alla domanda “perche’ ha scelto di raccontare la storia di un burattino che diventa umano?” rispose: “Davvero l’ho fatto finire cosi’? Non me lo ricordavo“.
Mercoledi’ 21 non alzero’ il dito medio a Piazza Affari
by Daria
Ieri Isabella mi ha segnalato questa interessante notizia presa direttamente dalla pagina Facebook dell’assessore Boeri. In pratica Boeri invita i cittadini di Milano a ritrovarsi mercoledi’ prossimo a Piazza Affari, sotto la celebre e vituperata scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan che raffigura un’enorme mano con il dito medio alzato e puntato verso l’alto, per decidere se tenerla li’ dove sta da ormai un anno (nel luogo per cui e’ stata concepita dall’artista), oppure se no: spostarla, portarla via, liberarcene insomma. Isabella giustamente suggeriva ridendo: “ma si votera’ per alzata di dito medio? Sarebbe molto Onalim.” more »





