I vestiti nuovi dell’imperatore eschimese
Davanti alle vetrine del Self Service dello Scampolo, di via Vigevano, io resto sempre incantata. Io non so cucire, ma che importanza ha? more »
Tashi Delek
by Daria
Quando vivevo a Pechino, una mia amica scopri’, in un vicoletto oscuro di un quartiere anonimo, un importatore mongolo di pashmine, la tradizionale stola di cashmere tipica della tradizione nepalese-tibetana-mongola-cinese. Io, che ero da anni in una fase contestatrice e simil-punk anche nell’abbigliamento, non ero avvezza a toccare tessuti cosi’ pregiati e morbidi: probabilmente e’ stato il mio primo vero contatto con un oggetto “di lusso”. E me ne innamorai. Ne comprai due, una arancione e una viola, e le riportai poi in Europa avvinghiata a loro trionfalmente, trascinandole da un trasloco a un altro e non separandomene quasi mai. Finche’ la mia sbadataggine prevalse, e tra un viaggio in treno e una serata al cinema, le persi tutte e due. Che peccato! more »
Kalinka
by Daria
Sempre in cerca di posti che mi permettano di passare la pausa pranzo nella maniera a me piu’ congeniale possibile e che mi tirino fuori dagli ingorghi incravattati dell’ambiente in cui lavoro, l’altro giorno ho scoperto un altro luogo altamente degno di nota, forse ancora di piu’ del surreale negozio anni ’80 che vende le replay e le crystal ball: si chiama KALINKA ed e’ una specie di piccolo ed elegante supermercato russo. Mi sono gia’ innamorata di questo posto.
Praticamente, bene allineati su luminosi scaffali, vende: strani oggetti russi di arredamento, di legno dipinto a colori scuri o vetro (guantiere, bicchieri, centrotavola, bottiglie); matrioske; libri e giornali in cirillico e dvd in lingua; giocattoli per bambini, creme di bellezza e saponi, sempre marchiati in cirillico; i piu’ disparati generi alimentari russi (caviale, storione affumicato, sardine in scatola, finestrate intere di pickles e verdure marinate, succhi di frutta, buste di carne secca, eccetera eccetera). Al bancone finora ho visto tre tizi piuttosto giovani, tutti russi ovviamente: un ragazzo magrino, biondissimo e dall’aria un po’ indifesa, e due ragazze con il fare molto piu’ imperioso e deciso, di cui una semi-orientale (minoranza mongola? Chissa’, prossima volta glielo chiedo). Appeso al muro, su un angolo, c’e’ un televisore sintonizzato ovviamente su canali russi da cui, di solito, all’ora di pranzo, proviene un telegiornale. I colori sono un pochino sbiaditi, ma mi piacciono, sono riposanti. In pausa pranzo e’ aperto fino alle 14, e alle 14 precise, le ragazze dicono, in una maniera che non ammette repliche di sorta: “CHIUDERE! FUORI!” Per cui non resta che ubbidire e avviarsi all’uscita in tutta fretta, sperando di non irritarle. more »
Pane, Tulipani & Crystal Ball
by Daria
Dell’ossessione per i giochi intelligenti e ideologizzati di alcuni genitori “alternativi” anni ’70 e ’80 ho gia’ parlato, ed anche della mia conseguente fissazione morbosa per i puffi di plastica dei luna park, che mio malgrado vedo ancora come un pericoloso e intrigante oggetto proibito. Si puo’ quindi facilmente immaginare l’attrazione, oltre alla sopresa, che ho provato quando ho scovato un piccolo negozietto di nome “Lo scrigno” in una strada anonima e isolata in un quartiere ancora piu’ anonimo e decisamente improbabile, e cioe’ quello che sta piu’ o meno tra il Pirellone e Via Vittor Pisani.



