* Mangiare a Milano * Onalim incontra Gatto Grosso al PODKOVA

by Daria

Non mi ricordo neanche come arrivai allo sperduto ristorante russo PODKOVA, che significa ferro di cavallo, nel lontano 2005 o giu’di li’.

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Gatto Grosso

by Isabella

Esiste un gruppo su facebook che si chiama Gatto Grosso. Gatto Grosso è un gruppo 100% Onalim perché nasce a Milano e perché parla e di gatti che mangiano tantissimo e che quindi hanno la pancia enorme. Gatto Grosso è nato in una singola di corso Genova, durante una lunga revisione di un romanzo di John le Carré, quando a una delle autrici mancava il suo micione che era morto qualche mese prima. Il vuoto doveva essere molto grande perché l’unica cosa che poteva colmare quell’enorme voragine erano i gatti grossi, pigri e conquistatori. Insomma quanto sentimento alle origini di Gatto Grosso!  more »

29 feb 2012, 2:16
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Allineamenti

by Daria


Io abito all’ultimo piano di una casa di ringhiera, e quando apro la porta di casa la prima cosa che vedo e’un cielo lunghissimo, con una visuale a 180 gradi che mi permette di seguire l’intero arco del sole dall’alba al tramonto. E’ una delle cose piu’ belle, piu’ eccitanti e piu’ Onalim della mia vita milanese.  more »

Anche il freddo puo’ essere Onalim

by Daria 

Abbiamo piu’ volte ribadito, piu’ o meno polemicamente, che spesso nei condomìni milanesi non si respira un’aria molto solidale e addirittura che spesso la gente non si saluta. Senza generalizzare e alla luce della mia esperienza decennale qui, mi sento di dire che effettivamente -per ragioni a me ancora ignote- la tendenza generale e’ questa. Pero’, ci sono alcune situazioni in cui gli umani anche piu’ distanti tra di loro, inesorabilmente, e dalla notte dei tempi, si uniscono; anche, naturalmente, all’interno dei condomìni. Ad esempio, questo avviene piu’ o meno sempre e a tutte le latitudini quando si e’ incazzati per la stessa cosa. more »

Kalinka

by Daria

Sempre in cerca di posti che mi permettano di passare la pausa pranzo nella maniera a me piu’ congeniale possibile e che mi tirino fuori dagli ingorghi incravattati dell’ambiente in cui lavoro, l’altro giorno ho scoperto un altro luogo altamente degno di nota, forse ancora di piu’ del surreale negozio anni ’80 che vende le replay e le crystal ball: si chiama KALINKA ed e’ una specie di piccolo ed elegante supermercato russo. Mi sono gia’ innamorata di questo posto.

Praticamente, bene allineati su luminosi scaffali, vende: strani oggetti russi di arredamento, di legno dipinto a colori scuri o vetro (guantiere, bicchieri, centrotavola, bottiglie); matrioske; libri e giornali in cirillico e dvd in lingua; giocattoli per bambini, creme di bellezza e saponi, sempre marchiati in cirillico; i piu’ disparati generi alimentari russi (caviale, storione affumicato, sardine in scatola, finestrate intere di pickles e verdure marinate, succhi di frutta, buste di carne secca, eccetera eccetera). Al bancone finora ho visto tre tizi piuttosto giovani, tutti russi ovviamente: un ragazzo magrino, biondissimo e dall’aria un po’ indifesa, e due ragazze con il fare molto piu’ imperioso e deciso, di cui una semi-orientale (minoranza mongola? Chissa’, prossima volta glielo chiedo). Appeso al muro, su un angolo, c’e’ un televisore sintonizzato ovviamente su canali russi da cui, di solito, all’ora di pranzo, proviene un telegiornale. I colori sono un pochino sbiaditi, ma mi piacciono, sono riposanti. In pausa pranzo e’ aperto fino alle 14, e alle 14 precise, le ragazze dicono, in una maniera che non ammette repliche di sorta: “CHIUDERE! FUORI!” Per cui non resta che ubbidire e avviarsi all’uscita in tutta fretta, sperando di non irritarle. more »