Una mattina alla Stazione Centrale con i profughi siriani

by Isabella

sabato 5 luglio 2014

Stamattina quando sono arrivata alla Stazione Centrale, insieme a decine di siriani, c’era il vicesindaco Lucia De Cesaris e c’erano tantissimi volontari. Alcuni distribuivano cibo e acqua, altri facevano da interpreti e altri ancora si occupavano dei bambini.

Lo spazio per i bambini siriani era allestito sotto una pubblicità Samsung. Fra i disegnatori c’erano anche due adulti che non erano lì per fare compagnia a qualche bambino, ma stavano con la faccia sul foglio. Man mano che i disegni venivano completati, i volontari li appendevano sul muro sotto la pubblicità Samsung. Ad un certo punto ho cominciato ad aiutarli anche io. Mi facevo dire a gesti in quale punto esatto lo volessero attaccato. Non si riusciva a comunicare a parole, ma a sorrisi sì.

Finché non è arrivato il gendarme che, mettendo le mani avanti, ha detto “Dovete togliere quei disegni, quello spazio è privato. Non sono io che decido, ma capite che…” Nessuno si è opposto alla sua insindacabile decisione e così i disegni sono stati presi e spostati sulla transenna gialla. 

Per ironia della sorte, due metri più avanti decine e decine di adulti avevano messo in carica i loro cellulari, per lo più Samsung.

Improvvisamente Imee, una bambina di circa 10 anni, si è avvicinata a me e a una volontaria, ci ha abbracciato forte forte e ci ha riempito di baci. I giovani volontari uomini che si aspettavano di essere abbracciati subito dopo di noi, si sbagliavano perché Imee è andata dritta dritta a prendersi uno yogurt.

In quel momento passava un uomo diretto ai binari, che teneva per mano i suoi figli, fra i tre e i cinque anni, e gli diceva indignato “La nostra Stazione in mano a loro…” Ma i suoi figli mi sembravano più attratti da un palloncino che volava che da lui.

Perché finito il disegno, era il momento di giocare a pallavolo con un palloncino a forma di zucchina.

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 Il gruppo operativo dei volontari che sono presenti in stazione.

 EMERGENZA SIRIA MILANO

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